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Fotogrammetria con Drone DJI Spark, si può...

4 settimane fa

9 minuti

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Oggi condivido con te una domanda che spesso mi sento rivolgere:

“È possibile fare Fotogrammetria con Drone DJI Spark?

Prima di entrare nel vivo della questione e provare a capire se è possibile o meno fare fotogrammetria con drone DJI Spark, è importante aprire una parentesi su questo nuovo strumento DJI che sicuramente conosci e che molto probabilmente avrai già visto volare.

DJI Spark: caratteristiche e passaggi per renderlo operativo

Questo piccolo concentrato di tecnologia è il leader indiscusso di quella particolare categoria di mezzi a pilotaggio remoto che ENAC classifica come inoffensivi.

Per renderlo subito operativo deve essere alleggerito e rientrare nel limite massimo dei 300 grammi di peso (allo scopo si utilizzano particolari kit di alleggerimento per drone DJI Spark), deve essere iscritto al database nazionale ENAC degli Operatori e ha bisogno di una polizza RC.

È possibile fare Fotogrammetria con Drone DJI Spark

Il mondo dei droni professionali ci ha abituato a macchine grandi, costose, altamente performanti.

Ma siamo sicuri che sia il mezzo a dirci quanto sia bravo il pilota? O, megli, siamo sicuri che il drone da qualche migliaio di euro con camera stratosferica montata a bordo ci dica quanto il pilota sia abile nella fotogrammetria? Io personalmente credo di no.

Attenzione, non sto dicendo che una macchina, come ad esempio un Phantom 4 Pro, abbia le stesse caratteristiche di uno Spark, dico solo che quest’ultimo, se correttamente utilizzato, riesce a dare dei risultati soddisfacenti nei lavori che vengono mediamente commissionati.

Con questo articolo non voglio entrare nel dettaglio di determinate procedure, sicuramente conosciute ai più, voglio invece portare una piccola guida operativa per poter utilizzare uno drone DJI Spark alleggerito nel campo della fotogrammetria.

Prima di entrare nel vivo delle operazioni ti ricordo che per fare fotogrammetria con drone DJI Spark alleggerito, avendo una massa operativa al decollo inferiore o uguale a 300 g, non sarà necessario conseguire l’Attestato ENAC di Pilota APR e neanche superare la visita medica. Questo pone l’accento su come un mezzo del genere possa risultare appetibile se sei un professionista che vuole entrare nel mondo della fotogrammetria senza effettuare grossi investimenti in termini economici ma anche di tempo.

Fotogrammetria con Drone DJI Spark: prova sul campo

Nell’esempio trattato non ho eseguito un rilievo di appoggio (con GNSS o Stazione Totale) visto che il mio test era impostato solo ed esclusivamente per mostrare ciò che occorre per portare a casa delle fotografie idonee a una restituzione fotogrammetrica.

 

Ecco l’attrezzatura utilizzata:

Perchè Autopilot per il volo?

Saprai sicuramente che per effettuare rilievi fotogrammetrici con drone è fondamentale avere a disposizione una applicazione che ti consenta di programmare percorsi automatici mediante la predisposizione dei “waypoint”. Inoltre devi poter impostare il “time-lapse”, la gestione automatica dell’intervallo di tempo tra lo scatto di una foto e la successiva (così avrai la necessaria sovrapposizione frontale tra le foto per garantirti un valido risultato in fase di post-processing del dataset di immagini raccolte durante il volo).

In realtà sarebbe possibile svolgere rilievi di fotogrammetria aerea con il drone Dji Spark anche senza l’ausilio dei waypoint, ma ciò non esonererebbe il pilota del drone dal rispettare  le regole di intervallo tra gli scatti e di distanza tra le strisciate. Puoi quindi immaginare quanto sia complesso fare tutto ciò in maniera completamente manuale.

Ecco il risultato finale

Dopo aver scaricato il dataset di fotografie ed averle elaborate con Agisoft Photoscan ho ottenuto un modello tridimensionale che ho pubblicato su Sketchfab e che puoi consultare