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Successioni ereditarie e detrazioni fiscali: cosa fare se il beneficiario decede?

1 mese fa

9 minuti

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Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano di importanti agevolazioni fiscali. I contribuenti, usufruendo di tali agevolazioni, possono sottrarre gli importi investiti alle imposte che devono versare allo Stato.

Nell’ultimo anno, queste detrazioni fiscali sono diventate ancora più interessanti e, di conseguenza, richieste dai contribuenti, grazie ai grandi margini di recupero previsti.

Dal Bonus Ristrutturazioni, al Bonus Facciate, fino ad arrivare al Superbonus 110%, le possibili detrazioni sancite dall’ultima legge di Bilancio sono talmente tante da coinvolgere praticamente ogni famiglia italiana.

Può capitare, ed è capitato, purtroppo, che il titolare del beneficio possa decedere prima di utilizzare il beneficio richiesto.

Cosa succede in questi casi?

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare numero 24/E del 10/06/2004, ha espressamente dichiarato che:

In caso di morte del soggetto avente diritto alla detrazione la fruizione del beneficio fiscale si trasmette per intero esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene. In proposito si chiede se la condizione di conservare la detenzione materiale e diretta dell’immobile implichi che l’erede debba abitare la casa ristrutturata ed, inoltre, se tale diritto spetti al coniuge che abbia rinunciato alla eredità mantenendo il solo diritto di abitazione sull’immobile.

 

Quindi, secondo la circolare, le detrazioni fiscali di cui godeva il De Cuius vengono “ereditate” insieme all’immobile.

Tutto qui?

Non è così semplice in realtà!

Infatti, andando avanti nella lettura, viene ulteriormente specificato che è necessaria la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

Ma cosa vuol dire?

Semplicemente che l’erede, che intende beneficiare degli sgravi fiscali di cui godeva il defunto, deve poter disporre dell’immobile a proprio piacimento, anche senza utilizzarlo necessariamente come abitazione principale.

Questo significa che in presenza di alcune condizioni che rendono il bene indisponibile, si va incontro alla perdita del beneficio di detrazione.

Quando l’erede perde la detrazione fiscale?

Vediamo alcuni casi che potrebbero rendere indisponibile l’immobile ereditato e che porterebbero alla perdita del beneficio di detrazione:

1.Il primo caso riguarda la locazione dell’immobile ereditato. La locazione presuppone che l’immobile non sia materialmente e direttamente disponibile per l’erede e, quindi, solo al termine della locazione, l’erede, potrà usufruire delle eventuali rate residue.

2.Il secondo caso, invece, riguarda il coniuge che rinuncia all’eredità mantenendo, però, il diritto di abitazione. Naturalmente, dal momento in cui si decide di rinunciare all’eredità, si perde, con essa, anche lo status di erede, i relativi oneri ma anche tutti i privilegi connessi, per cui, in questo caso, non si potrà beneficiare nemmeno delle detrazioni fiscali del De Cuius.

Fin qui, abbiamo trattato esclusivamente i casi che prevedono un solo erede, nel caso in cui dovessero esserci più eredi, le cose non sono poi così diverse.

Anche in questo caso, infatti, è il principio della disponibilità a dettare le regole. Infatti, qualora, in presenza di più eredi, uno di essi abiti presso l’immobile oggetto di riqualificazione, avendone piena disponibilità, sarà beneficiario delle detrazioni. Allo stesso tempo, gli altri eredi, non avendo la disponibilità piena della loro eredità non potranno beneficiarne.

Riprendendo il secondo esempio, in caso di coniuge rinunciatario, nemmeno i figli, se non conviventi con il genitore superstite, potranno usufruire delle residue quote di detrazione perché non in possesso del bene.

Per concludere, dunque, dal momento in cui avviene il trasferimento mortis causa dell’immobile, automaticamente anche le rate residue di risarcimento, vengono trasferite all’erede o agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile.